Piazza Prampolini e “sotto Broletto”, il cuore e il fascino di Reggio Emilia fra il Comune, il Duomo e mercato

Conosciuta dai reggiani anche come Piazza Grande, piazza Prampolini è il nucleo della città: in essa si svolgono le più importanti manifestazioni, mentre ogni martedì e ogni venerdì compaiono bancarelle di ogni tipo

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L’ingresso del Comune di Reggio Emilia e uno scorcio della centralissima piazza Prampolini

Fa parte del cuore di Reggio, anzi è il cuore pulsate della nostra città. Piazza Prampolini, dove troviamo la sede del palazzo municipale e l’ingresso principale al Duomo di Reggio, rappresenta uno dei punti cardini del centro storico cittadino e ricopre un ruolo importante per la vita sociale della città. La piazza venne dedicata al noto politico e deputato socialista reggiano, Camillo Prampolini, pacifista convinto, che nel 1911 espresse la sua netta disapprovazione in merito alla guerra di Libia, così come fu contrario all’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale. Camillo Prampolini, nel 1922 fondò con Matteotti e Turati il Partito Socialista Unitario.

Piazza Prampolini, conosciuta dai reggiani anche come Piazza Grande, è realmente il cuore pulsante della città un luogo caro a tutti nel quale si svolgono le manifestazioni reggiane di maggiore rilievo e dove, ogni martedì e ogni venerdì, compaiono bancarelle di qualunque tipo che danno vita al tradizionale mercato cittadino settimanale.

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Il marcato che ogni martedì e venerdì popola piazza Prampolini, portando molta gente in centro storico

Ai lati della piazza ci sono alcuni tra i più importanti edifici di Reggio Emilia, a partire dallo stesso palazzo dell’Amministrazione comunale, oltre alla Cattedrale e al Battistero, senza dimenticare la cosiddetta Torre del Bordello, l’ingresso nella splendida zona, caratteristica della nostra città, di “sotto Broletto”, poi il palazzo delle Notarie e il palazzo del Podestà con la Torre dell’orologio che, dall’alto della sua posizione centrale, sembra osservare quanto accade nel centro storico di Reggio Emilia.

Proprio la Torre dell’orologio, nella quale troviamo anche la sede della Fondazione Pietro Manodori, divide fisicamente piazza Prampolini da Piazza del Monte, collegate quindi soltanto dalle vie laterali, un edificio che, nel passato, era congiunto al palazzo limitrofo attraverso il Portico della Pescheria, che fu abbattuto nel 1915.

Cosa c’è in piazza Prampolini

Tra piazza Prampolini e piazza Del Monte c’è appunto la Torre dell’orologio, una struttura tanto cara ai reggiani, che venne costruita nel lontano 1216. La Torre dell’orologio è dotata di tre differenti campane, il cosiddetto Céca, il Campanoun, altresì definito Forcarola e il Bariloun.

La Torre dell’orologio è stato recentemente anche luogo di cronaca; infatti, nel giugno del 2019 un uomo si è arrampicato sulla stessa lasciando in apprensione centinaia di persone che sono rimaste per oltre due ore in piazza per assistere a cosa stesse accadendo. Ebbene, l’uomo, attorno alle 21, si era arrampicato sulla Torre e dopo essersi fatto vedere dalla folla, si è barricato fra le impalcature del cantiere che circondava il palazzo, prima che i Vigili del Fuoco riuscissero a raggiungerlo, arrampicandosi sull’impalcatura, per poi condurre il 40enne, in evidente stato confusionale, all’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio.

Tornando all’arte, proprio di fronte alla Torre dell’orologio si trova un altro monumento storico della nostra città: la Fontana del Crostolo, una statua che troneggia su alcuni gradini e che personifica il torrente cittadino.

Il fascino di “Sotto Broletto” e delle sue botteghe reggiane

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Sotto Broletto, una delle zone più amate e dotate di grade fascino del centro storico cittadino

Da piazza Prampolini si può percorrere un tratto piuttosto breve per accedere alla vicinissima piazza San Prospero, attraversando il Vicolo Broletto, un luogo arricchito da varie volte, costruito nel 1488, in seguito all’apertura del muro dell’orto dei Canonici; un “vialetto” anche un po’ romantico, definito dai reggiani appunto “sotto Broletto”. In passato, in quella zona era presente l’area cimiteriale del Duomo e successivamente appunto l’orto dei Canonici che venne sezionato per creare il suddetto vicolo, accrescendo quindi l’aspetto scenografico di quel tratto di città, che venne perfezionato nel Settecento, quando Francesco Fontanesi disegnò tutte le decorazioni dell’arcata d’ingrasso sul lato di piazza Prampolini, precisamente la zona che si trova alla destra della Cattedrale, dove si legge la scritta “Stat regensium fides nulla sub aevo interora”, ossia “resiste la fedeltà dei reggiani che mai perirà in nessuna epoca”.

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La parte iniziale di Vicolo Broletto, o “sotto Broletto” per gli amanti della tradizione

Il vicolo “sotto Broletto” è particolarmente suggestivo, in quanto propone ai visitatori diversi punti di ristoro e tanti negozi ed esercizi pubblici che propongono squisitezze tipiche locali e non solo.

A livello artistico “sotto Broletto” troviamo l’antico loggiato dei Canonici e il fianco meridionale della Cattedrale, accessibile tramite una porta, costituita nel XVI Secolo “difesa” da due leoni romanici, realizzati in pietra, oggi piuttosto consumati dall’agire inarrestabile del tempo. I dipinti delle volte del Broletto risalgono invece al XVI secolo e rappresentano le figure della “Madonna della Ghiara” e della “Madonna degli Angeli“.

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La cupola vista da “sotto Broletto” (foto di Gianni Santandrea)

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