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La squadra costruita e fatta crescere negli anni con oculatezza da Aldo Spadoni (in alto a destra, in maglia nera), tecnico di grande esperienza nel mondo del calcio a cinque

Fu lo stesso allenatore a fondare la società nell’estete del 2012, con Alberto Davolio presidente. L’Athletic Futsal ha trionfato sia nei campionati del Centro Sportivo sia in quelli della Uisp, compresa la coppa disciplina, con tanti suoi atleti detentori del titolo di capocannonieri in svariati campionati. E questo ciclo sembra non avere fine…

Nata nel 2012-2013 fondata da Aldo Spadoni da sempre allenatore e dal presidente Alberto Davolio che nonostante si sia sposato e lavori a Roma ha voluto restare sempre con questi ragazzi. Questo il loro Palmares – Società sportiva dilettantistica nel settore del calcio a 5. Vincitrice dell’OPEN C del CSI con capocannoniere Stefano Sanna, vincitrice SERIE A UISP 2014/15 e SERIE B e Playoff 2015/2016 .Semifinalista Playoff Eccellenza Uisp 2016-2017 e 2017-2018. Vincitrice Coppa Disciplina 2016-2017-2018 e vincitrice Coppa di Lega 2017-2018. Vincitrice SuperCoppa 2017-2018. Memorial Bertolini, Trofeo Città di Ponte Rodoni, Città del Tricolore 2015, 2016, 2017. Terzo posto Coppa di Lega 2019 con capocannoniere Mattia Catricalà. Vittoria nella regoular season e secondo posto nella finale playoff del campionato provinciale UISP Eccellenza 2018-2019 (finale persa ai calci di rigore). Vittoria SuperCoppa 2018-2019 (gennaio 2020). Finalista Coppa di Lega 2019-2020 persa ai rigori nel gennaio 2019.

Come è nata questa realta sportiva?

“Semplicemente una scommessa, dopo aver visto dei 16enni giocare nei campetti di quartiere ed aver chiesto loro dove giocassero, scoprii a sorpresa che pur così giovani avevano abbandonato il calcio per i più svariati motivi, su alcuni dei quali molte società  dovrebbero ragionare, prima di tutto portare all’agonismo troppo presto i bambini sottoponendoli forse a troppa scuola calcio e poco gioco”. “Scuola calcio si, ma il divertimanto prima di tutto, se questo con gli anni viene a mancare perchè sottoposti a troppe pressioni, molti lasciano; altro argomento che ci sarebbe da affrontare sarebbe quello della tecnica di base, troppo poca per dar maggiore rilevanza al fattore fisico-atletico”. “I ragazzi non sono professionisti, hanno svariati impegni e lo sport non deve essere l’unico interesse nella loro crescita”. “A quel punto mi feci due domande e chiesi loro se volevano iniziare con il calcio a 5, un calcio a 5 che non portasse pressioni e che non intaccasse i loro impegni di studio e di famiglia”.

Quindi come iniziaste?

“Sembra ridicolo, senza soldi, senza un impianto, senza materiale ma con tanta passione e con la speranza di riuscire un giorno a poter partecipare ad un campionato; ci avvicinammo all’Athletic Reggio che ci diede per oltre due anni il suo appoggio avendo a quei tempi una squadra in serie C2 federale”. “Iniziammo da una piccola palestra e per stte mesi ci ritrovammo solo per allenamenti e partitelle”.

Quindi nessun campionato?

” La società ci iscrisse al campionato Open C del CSI l’anno successivo con un’età media dei giocatori di 17 anni in un campionato di adulti, non so se fu fortuna, bravura o se tutto fosse scritto nel nostro destino, vincemmo il girone conquistando la promozione in Open B”. “L’anno successivo ci iscrivemmo per ò all’UISP nella loro serie B conquistando la promozione in serie A al termine di una tiratissima finale con il Montecchio”. “Dopo la scelta di Athletic Reggio di partecipare solo al calcio a 11, ci trovammo ancora una volta senza società e quando tutto sembrava dover svanire, la Lega Calcio Uisp ci aiutò non poco dandoci la possibilità di iniziare una nuova stagione e per questo dobbiamo essere grati a questo ente che ci ha permesso una serie di stagioni straordinarie”.

Quale ora la politica del team? 

“La politica non è mai cambiata,  i ragazzi sono cresciuti restando sempre uniti e lottano in ogni stagione ed in ogni partita per dimostrare il loro valore sportivo ed umano”

Perchè quindi non fare attività federale?

“L’attività federale a parte i costi non fa per l’Athletic Futsal, tutti i ragazzi hanno obiettivi da raggiungere non solo sportivi e le lauree ottenute da molti di loro almeno personalmente sono il risultato più bello ottenuto in questi anni; nello sport si può perdere e vincere e non cambia nulla, nella vita si deve essere dei vincenti per conquistare ognuno il proprio spazio in una società come quella attuale, certamente non facile”    

Sono quarant’anni che allena, come mai non ha accettato incarichi federali in società più blasonate?

“Gli incarichi dovevano arrivare quando nel 1990 ottenni il massimo dei voti a Coverciano, ma conoscendo il mio carattere o se volete il mio grande limite, cioè quello di non scendere mai a compromessi con presidenti o dirigenti non mi è stato mai offerto nulla se non aver allenato il Tricolore per dieci stagioni tra C1 e C2 che è stata la prima società che a Reggio ha organizzato tornei regionali e nazionali”. “Quando il Tricolore chiuse i battenti decisi di non allenare più, poi dopo una quindicina d’anni questi ragazzi mi hanno riportato in panchina”

Quali difficoltà avete trovato?

“Siamo di Buco del Signore, ma l’incredibile è che nonostante la presenza di tante realtà commerciali e industriali, mai nessuno ci ha preso in considerazione, anzi come circola voce si va a sponsorizzare magari squadre lontane dal quartiere; un’idea io l’avrei ma è una giungla nella quale meglio starne fuori ed autotassarsi come abbiamo sempre fatto”. “Dopo anni che ci allenavamo in palestre dove le porte erano materassi appoggiati alle pareti e anche qui ci sarebbe da fare un discorso troppo ampio che manco ci interessa, finalmente abbiamo la palestra del Moro Vecchio e quella del Moro Nuovo per le partire importanti, quelle che possono portare pubblico, perchè in tanti amici seguono le gesta da anni di questi ragazzi chiamati da tutti i Leoni del Buco, visto il logo che campeggia da sempre sulle maglie”. “A proposito di maglie, grazie ad un nostro giocatore abbiamo trovato dopo tante stagioni lo Shibuya Original Japan che ci ha pagato le maglie nuove; tutto ciò fa ridere pensando che ci sono società che hanno magazzini pieni di materiale, spesso inutilizzato”

Come sta procedendo la vostra stagione?

“Abbiamo vinto la nostra terza SuperCoppa e perso purtroppo ai calci di rigore la finalissima di Coppa di Lega, il campionato è appena iniziato con due belle vittorie e come nostra tradizione avendo già portato a casa qualcosina ora si gioca  in tutta tranquillità dando spazio a tutta la rosa”

Parliamo in generale del calcio a 5 a Reggio?

“Ci sono realtà importanti e settori giovanili che stanno crescendo, inoltre i tornei amatoriali stanno riscuotendo grande successo in tutti gli enti di promozione; nel 1980 ero considerato un matto aver portato a Reggio questa disciplina con i primi tornei nelle piazze cittadine e dei paesi limitrofi, ma quel matto aveva ragione, ora è diventato uno sport di massa che si gioca tutto l’anno”. “La speranza è quella che cresca sempre più e che si dia sempre la precedenza ai ragazzi giovani, magari non si vince subito, ma si fanno crescere e solo giocando questo avviene; probabilmente oltre a giocatori dobbiamo formare anche nuovi allenatori che usino meno le lavagne e che diano la precedenza al loro carattere e alla loro personalità, in quanto soprattutto i giovani hanno bisogno di motivatori e trascinatori, fuori e dentro il campo”  

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