Cercare lavoro, come mettersi in evidenza e avere successo

Come cercare lavoro in Italia? O magari anche all’estero? Partiamo dai numeri Istat che non mentono mai: nel secondo trimestre 2019 il tasso di posti vacanti destagionalizzato rimane stabile, rispetto al trimestre precedente, all’ 1,1% nel complesso delle attività economiche e all’ 1,0% e all’1,1% rispettivamente nei due settori aggregati dell’industria e dei servizi. Il tasso di posti vacanti è il rapporto percentuale fra numero di posti vacanti e somma di posti vacanti e posizioni lavorative occupate.

L’Istat specifica inoltre che i posti vacanti misurano le ricerche di personale che alla data di riferimento (l’ultimo giorno del trimestre) sono già iniziate e non ancora concluse. Anche a Reggio Emilia ci sono molti posti vacanti, spesso non soddisfatti da un’assenza di candidati; nello specifico, nell’industria meccanica e metalmeccanica, che assorbe una fetta importante dei lavoratori reggiani, mancano figure specializzate, così come in altri settori, visto che, oggi come oggi, anche nella nostra città, si cercano sempre meno figure generiche e sempre più persone specializzate; ecco perché creare un curriculum perfetto risulta davvero decisivo per cercare lavoro.

Sono, infatti, quei posti di lavoro retribuiti che siano nuovi o già esistenti, purché liberi o in procinto di diventarlo, per i quali il datore di lavoro cerchi attivamente un candidato adatto al di fuori dell’impresa interessata e sia disposto a fare sforzi supplementari per trovarlo.

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Ecco i dati del secondo trimestre del 2019 con i dati destagionalizzati

Il dato sui posti vacanti misura quindi le ricerche di personale che, alla data di riferimento, precisamente nell’ultimo giorno del trimestre, sono già iniziate e non ancora concluse.

Il fatto che la percentuale dei posti vacanti sia in crescita è significativo e consente a molti aspiranti lavoratori di accrescere le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Ma come si fa a trovare lavoro?

La prima cosa è la creazione di un curriculum vitae che deve rispettare determinate regole. Vediamo ora come crearne uno per avere maggiori chance.

Lavoro, le strategie per creare un curriculum perfetto

In tutta franchezza non c’è un solo modo per scrivere un curriculum vitae e sulle pagine web ci sono tantissime persone, più o meno esperte, che sanno spiegarti “come si fa un curriculum”.

In questo articolo, cercheremo quindi di filtrare le informazioni più concrete e “produttive” per suggerirvi alcuni semplici trucchi per imparare come fare un curriculum vitae perfetto per la posizione che state cercando, o verificare l’efficacia di quello che avete già acquisito, con l’obiettivo magari di migliorare le vostre conoscenze in materia.

Per cercare lavoro in modo corretto, iniziamo la nostra disamina partendo da un modello di curriculum vitae, che rappresenta già un buon inizio.

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Un curriculum ben impostato, con la foto in alto e le informazioni salienti in evidenza

Cercare lavoro col curriculum giusto, adattato all’annuncio e con una incisiva lettera di presentazione

Dove si vuole arrivare? Basta un normale lavoro per sbancare il lunario o vi serve qualcosa di più. In tanti si accontentano di una soluzione base, ma sarebbe opportuno trasformare il vostro CV in un vero e proprio biglietto di sola andata per il lavoro dei vostri. Non è una buona idea?

Prima di arrivare a farlo occorre interrogare se stessi per fissare i propri obiettivo. Ricordatevi che state facendo il primo passo per rispondere alle offerte di lavoro o per proporvi a un’azienda: per questo motivo la prima domanda che dovete porvi riguarda come fare un curriculum che possa attirare l’attenzione del reclutatore.

Al curriculum vitae inoltre va sempre accompagnata, se non diversamente specificato nell’annuncio, una lettera di presentazione costruita in funzione della posizione alla quale si decide di puntare.

Personalizzare il curriculum

La base per creare un curriculum perfetto è questa: cura, precisione, sintesi, ma anche personalizzazione. Il CV dev’essere personalizzato a seconda della posizione e dell’azienda per cui ti candiderai.

Un buon consiglio per scrivere un curriculum appropriato è quello di partire dall’annuncio di lavoro ed evidenziare quanto sia in linea con le abilità richieste, adattando il più possibile il tuo percorso di formazione e lavorativo in modo che entrambi risultino in sintonia con la specifica opportunità professionale.

Stesso discorso vale per le competenze e la conoscenza di strumenti che possano essere sfruttate nel ruolo per cui ci si candida. In pratica, dovrete adattare il vostro curriculum ad ogni tipologia di lavoro per la quale intendete candidarvi.

E’ faticoso? Sì, ma fidatevi, è ben peggio rimanere senza lavoro dopo aver sparso il medesimo curriculum a tutti, piuttosto che farne meno copie, ma ognuna delle quali adattate alla tipologia dell’annuncio individuato, ovviamente senza raccontare bugie, visto che, come dicevano le nostre nonne, le bugie hanno le gambe corte e sul posto del lavoro sareste “sgamati” subito.

Quale tipo di curriculum scegliere, a livello di forma, per cercare lavoro

Pur avendovi consigliato di personalizzare il vostro CV, nella scelta del modello di curriculum bisogna sempre tenere conto se l’annuncio o l’azienda richiedano il CV in Inglese, il Curriculum europeo o l’europass CV.

Come scrivere un CV in modo efficace

Iniziamo il CV inserendo i dati personali

Quando ci si presenta a qualcuno, allo scopo di cercare lavoro, le prime informazioni sul curriculum, che i selezionatori devono leggere, devono essere quelle personali: nome, cognome, data di nascita, residenza e contatti (mail e telefono, preferibilmente cellulare), link al profilo LinkedIn ed eventualmente ad altri account social (specialmente se ti candidi per professioni legate al mondo digitale), blog o sito personale.

Quant’è importante inserire la foto nel curruculum vitae? La foto non è obbligatoria, ma se scegliete di metterla sarebbe meglio. E’ ovvio che non vada bene una foto mentre siete in spiaggia, mentre è fondamentale che la vostra immagine sia seria e professionale, magari con un’espressione sorridente, per trasmettere sicurezza e potenziale.

È fondamentale inoltre che l’indirizzo email sia anch’esso professionale: la scelta più semplice, ma anche più funzionale, è un indirizzo che comprenda il proprio nome e cognome, quindi evitate diminutivi, pseudonimi o quant’altro.

Cosa va inserito nel CV per cercare lavoro

Volete fare un curriculum che renda giustizia al vostro percorso formativo e lavorativo senza risultare poco chiari, prolissi o troppo sintetici?

Il metodo c’è ed è questo: all’interno del vostro CV occorre tracciare una panoramica di tutto ciò che hai fatto fino a quel momento, riassumendo le proprie esperienze per punti chiave, sottolineando quindi solo ciò che considerate maggiormente rilevante o pertinente per la posizione alla quale aspirate, adattando il tutto, come già detto, anche al tipo di annuncio che vi ha suscitato il vostro interesse.

Come riassumere le esperienze di studio e di lavoro

Prima di tutto dovrete includere il titolo di studio, per poi indicare eventuali esperienze formative all’estero ed eventualmente il voto di diploma o di laurea, più master, specializzazioni e quant’altro.

Specificate anche il ruolo svolto nelle vostre precedenti attività lavorative, magari inserendo il nome dell’azienda o delle aziende in cui avete lavorato e le date di inizio e fine di ogni collaborazione, mettendo in risalto, oltre a mansioni e responsabilità anche gli obiettivi raggiunti e le competenze maturate.

In che ordine inserire le esperienze professionali?

Partite sempre da quella più recente, aggiungendo via via le precedenti. Il CV va aggiornato regolarmente con le nuove esperienze maturate, i corsi formativi seguiti, anche se brevi: sono infatti importanti anche i corsi di 1-2 giorni per mostrare che ci tenete ad essere sempre aggiornati sulla materia nella quale vi siete specializzati, allo scopo di assolvere il vostro lavoro nel miglior modo possibile. Insomma, questo è il momento di giocare a carte scoperte e più sono buone più ci sono possibilità di successo.

Cosa vi aspettate dalla nuova avventura professionale

Per cercare lavoro ognuno, così come d’altro canto lo si è in generale nella vita di tutti i giorni, ognuno è l’autore della propria storia. In un CV non bisogna temere di dire chiaramente quali siano i propri punti di forza e cosa ci si aspetti dal nuovo lavoro.

Risulta infatti fondamentale indicare gli obiettivi professionali e le qualifiche più importanti proprio all’inizio del testo e presentarle in modo da catturare l’attenzione: quindi pochi giri di parole e siate concreti, ma incisivi.

In questo contesto, pur confermando quanto è stato specificato prima, quindi la assoluta verità di ciò che scrivete, è spesso utile dare una leggera “gonfiatina” a qualche dato, ma poca roba, tanto da rendervi appena un po’ migliori agli occhi dei selezionatori, senza raccontare bugie.

Risultati esagerati, agli occhi dei selezionatori, sono sempre visti un po’ come il fumo negli occhi e spesso tali esagerazioni celano invece parecchi difetti e inadeguatezza alla professione richiesta.

Dare quindi un’enfasi eccessiva agli obiettivi raggiunti potrebbe portare a domande spinose e approfondite durante il colloquio o, cosa ben peggiore, potrebbe pregiudicare del tutto una convocazione.

Hobby e interessi vanno specificati?

Hobby e interessi per cercare lavoro contano poco o nulla. Facciamo un esempio: siete in ballo con un altro candidato, entrambi siete laureati con voti eccellenti, entrambi avete fatto un’ottima impressione ai colloqui individuali e avete esperienze lavorative molto simili.

Chi scegliere? In questo caso aver messo in evidenza le capacità, i corsi di formazione, le attività di volontariato ed altre esperienze pertinenti alla posizione per la quale ci si candida risulta fondamentale.

Nel contempo può essere utile menzionare nel CV incontri, giudizi favorevoli o attività completate con successo, che però siano attinenti all’incarico a cui si aspira. Il vostro hobby preferito o le vostre informazioni personali, a meno che non siano pertinenti alla posizione per la quale ci si candida, non sono rilevanti. Poi se trovate un selezionatore che ama il calcio e voi siete dei giovani calciatori, avete fatto bingo, ma se quello il calcio lo odia…? Vedete voi…

Per cercare lavoro occorre evidenziare che non si è dei fannulloni. Motivate quindi i periodi di inattività

I cosiddetti neet non piacciono a nessuno, così come nessuno ama parlare degli insuccessi o degli ostacoli trovati sul proprio percorso scolastico o professionale, quindi presentare un curriculum vitae con periodi prolungati di vuoto può danneggiare e non poco il candidato agli occhi del recruiter, ma cercate di essere ottimisti…

Dovrete infatti essere bravi a contestualizzare tali periodi di inattività, motivando ognuno di essi: questo non vuol dire inventarsi assurdità, ma semplicemente descrivere una situazione che giustifichi eventuali periodi di inattività e che magari sia anche verificabile dai reclutatori. Se invece siete stati dei neet, allora… dovevate pensarci prima e certamente non darete una buona impressione, anche, nel lavoro come nella vita, una nuova chance per mettersi in gioco è giusto che ognuno di noi ce l’abbia.

Font e formattazione, la leggibilità è importante

Il vostro CV deve trasmettere al selezionatore il quadro positivo e corretto delle tue capacità e dei tuoi punti di forza, ma deve anche essere immediato e facile da leggere, perciò qualche “tocco” vostro lo potete anche aggiungere, ma attenti a non esagerare. Cercate infatti di limitare l’uso di diversi colori, font e dimensioni dei caratteri e non utilizzate mai la carta colorata per stamparlo. La lettura va facilitata e in questo senso sono consigliati elenchi puntati e parole in grassetto, per sottolineare determinati passaggi e richiamare l’attenzione su alcuni punti.

Insomma, anche se aveste voglia di raccontare la vostra vita, nei dettagli, cercate ugualmente di evitare lunghi testi e l’utilizzo del corsivo, che spesso risulta più difficile da leggere.

In pratica, metteteci qualcosa di vostro, per non fare un curriculum standard scaricato e compilato pari pari da internet, ma rimanete sempre sobri nel proporre contenuti tenendo conto che probabilmente non sapete chi dovrà leggerlo e che quando quella persona lo prenderà in mano dovrà avere tutto chiaro in pochissimi minuti.

Quanto dev’essere lungo il curriculum?

Di quante pagine deve essere il curriculum vitae? Troppo corto non va bene, salvo non siate alle prime esperienze e non abbiate nulla da dire, o quantomeno poco; troppo lungo neppure, perché annoia, pur essendo certamente voi le persone più interessanti al mondo. Non ci sono regole fisse, ma cercate di non esagerare, quindi non scrivete oltre le due-tre pagine, anche se il vostro profilo professionale è molto strutturato e ha già maturato numerose esperienze.

Le cose da evitare assolutamente quando si fa un curriculum vitae

Come evitare di farsi bocciare un curriculum? Di errori se ne possono commettere davvero molti. Vediamo ora di riassumere in un elenco molte delle cose che abbiamo già detto, che vanno categoricamente evitato per aumentare le vostre chance di essere assunti:

  • cercate di non essere confusi e poco precisi nelle descrizioni;
  • non utilizzare foto non professionali;
  • non scrivere cose non vere;
  • cercate di non essere troppo prolissi;
  • personalizzate il vostro CV, quindi non usate curriculum identici per offerte di lavoro differenti;
  • cercate di non scrivere con caratteri strani o usando troppo corsivo e grassetto o troppi caratteri di diversa “taglia”;
  • cercate di non dimenticare le cose importanti (anche gli hobby… non si sa mai);
  • evitate assolutamente errori di grammatica e neppure di battitura, anche se questi ultimi sono decisamente più tollerati;
  • cercate di non usare uno stile indiretto e scrivere frasi lunghe;
  • usare “io”, non è sinonimo di umiltà: attenti, l’ambizione è una cosa, la presunzione è un’altra e non è mai gradita;
  • utilizzare frasi con termini di azioni non è il massimo;
  • il tempo presente non va utilizzato per raccontare occupazioni del passato;
  • non utilizzate ovviamente il tempo passato per descrivere l’occupazione attuale o più recente;
  • cercate di non usare abbreviazioni o sigle per far prima;
  • non ricorrete a una terminologia professionale o tecnica se non è rilevante per la posizione ricercata; non date lustro quando non serve.
  • curate l’estetica del CV e non inserite colori strani o carte colorate

Cercate di evitare un errore che tutti commettono

Lo abbiamo già scritto prima e specificato nell’elenco qui sopra, ma riteniamo che tale concetto sia decisamente importante: ognuno di noi, per far prima, in vita propria ha inviato il medesimo curriculum ad aziende diverse, magari con la medesima lettera di presentazione.

Di certo, ognuno di noi, o chiunque si muovesse in questo modo, ha commesso un grave errore: un curriculum vitae è efficace se è personalizzato per ogni offerta di lavoro, stesso discorso vale per la lettera di presentazione. I recruiter apprezzano infatti le candidature mirate, in grado di far cogliere al volo quali le peculiarità e le skill di ogni candidato.

Hai fatto un buon curriculum? Fai una prova e verificalo da solo

E’ difficile per tutti dare un giudizio obiettivo su qualcosa su cui si è fatto fatica e che ci sta particolarmente a cuore: ecco perché è importante testare il proprio curriculum vitae. Appoggiandoti magari a qualche amico o familiare, puoi avere una seconda opinione, sia sulla struttura, sia sui contenuti del tuo CV.

Se il parere poi di una terza persona, che magari si occupi di risorse umane, potrebbe essere l’elemento in più che potrebbe permetterti di apportare i correttivi del caso e risultare davvero vincente.

Una volta inviato tenete monitorata la situazione

Magari ti chiameranno subito o magari non lo faranno mai, ma, in qualunque caso, è opportuno tenere lo storico, su un foglio Excel, di tutte le posizioni per le quali ci sai è candidati, indicando il riferimento all’annuncio, la fonte, l’azienda e la posizione; eventualmente il nome del destinatario dell’email inviata e la relativa data di invio, così da non farsi cogliere impreparato al telefono, nel caso in cui arrivasse la chiamata di chi si occupa delle selezioni.

D’altra parte, il colloquio di lavoro inizia già dalla telefonata: è bene fare bella impressione, mostrarsi lucidi e dimostrare di ricordarsi la posizione e il nome dell’azienda per cui ci si è candidati, anche nel caso in cui se ne siano mandati davvero tanti. Fare bella figura è già un importante biglietto da visita.

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